A tutto GAS del 19 novembre 2011

19 novembre 2011

L’economia solidale si muove al sud tra maggiori ostacoli che altrove: classe politica spesso disinteressata o disinformata (per non dire di peggio cioè collusa con la mafia), disoccupazione, soprattutto giovanile, a livelli superiore alla media, società civile debole, infrastrutture fragili,… Ma entusiasmo e creatività non mancano, insieme ad alcuni punti di forza, come un territorio in vaste zone meno antropizzato che al nord e vaste terre incolte che attendono chi sappia metterle a frutto con saggezza. Sì è tenuto il 9, 10 e 11 settembre a Cancellara (PZ) l’incontro delle reti di economia solidale delle regioni del Mezzogiorno. Erano presenti botteghe del commercio equo-solidale, GAS (Gruppi di Acquisto Solidale), cooperative sociali, radio locali, piccole realtà produttive soprattutto biologiche, agriturismi, reti territoriali, associazioni di centri di educazione ambientale e Libera Terra, che ha presentato l’ormai vasto mondo delle imprese cooperative sorte sui beni confiscati alla mafia. Libera Terra è il marchio che contraddistingue tutti i prodotti biologici delle cooperative aderenti a Libera e che, grazie alla legge 109/1996, gestiscono strutture produttive e terreni confiscati alle organizzazioni mafiose. Per questo abbiamo deciso di intervistare alcune realtà che grazie all’aiuto dei GAS stanno cercando di sollevarsi dalle difficili condizioni di un’economia fragile e spesso sottomessa dai poteri della mafia e della classe politica disinteressata.

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